C'è un alimento che, nelle giuste condizioni, non ha una data di scadenza. E ne hai un barattolo in dispensa.
Negli scavi in Egitto sono stati trovati più volte vasi di miele in tombe sigillate da millenni, ancora in buono stato. Non è un miracolo, è chimica, e secondo Amina Harris, che dirige il Honey and Pollination Center della University of California, Davis, dipende da più fattori che lavorano insieme.
Il primo è l'acqua, o meglio la sua assenza: il miele ne contiene pochissima, e in un ambiente così secco i microrganismi che fanno marcire il cibo semplicemente muoiono. Il secondo è l'acidità, con un pH che sta all'incirca tra 3 e 4,5. Il terzo arriva dalle api: nel loro stomaco c'è un enzima, la glucosio ossidasi, che quando il nettare viene rigurgitato nelle celle lo scompone producendo acido gluconico e una piccola quantità di acqua ossigenata.
Un avvertimento però c'è. Il miele è igroscopico, cioè attira l'umidità dall'aria. Se il barattolo resta aperto o ci finisce dentro dell'acqua, il miele può fermentare. Eterno sì, ma con il coperchio chiuso.
Fonti
- Smithsonian Magazine, The Science Behind Honey's Eternal Shelf Life
- Amina Harris, Honey and Pollination Center, Robert Mondavi Institute, UC Davis